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Tradizionalismo a Mandas e dintorni

{jcomments on}Non modifico il titolo ma ormai si parla solo di tradizionalismo dei dintorni. A Mandas c'è stato un avvicendamento che ha cancellato le contro-riforme di stampo tradizionalista operate dal parroco precedente. Vorrei comunque mantenere vivo il dibattito perché sicuramente sono molte le realtà interessate ancora dal tentativo di riportare le comunità parrocchiali alla liturgia e alla mentalità preconciliare.

A molti il tradizionalismo cattolico può apparire un fenomeno puramente virtuale che si alimenta nella rete e trova espressione negli innumerevoli siti che continuano a colonizzare la rete insieme a quelli a carattere devozionistico che sembrano spesso propagandare pratiche al limite della magia e della superstizione.

Sono passati quattro anni da quando il settimanale Famiglia Cristiana lamentava la scarsa presenza di cattolici “normali” sul web, non spinti cioè da forme oltranziste e spirito agguerrito contro quanto di nuovo ha introdotto il Concilio Vaticano II.

Per fortuna le proporzioni che si proiettano sul WEB ingannano e sono poche le realtà dove ci si può scontrare con il tradizionalismo reale; ma, dove capita, gli effetti si sentono e le rivoluzioni liturgiche procedono colpo dopo colpo, altare dopo altare.

Spariscono gli altari rivolti al popolo e si arriva a sperare che il prossimo parroco sia anch'esso tradizionalista per non dover sopportare nuovi cantieri in chiesa che rimettano gli altari “coram populo” al loro posto. In questo caso la realtà parrocchiale in cui vivo diventerebbe tradizionalista per sempre. A Mandas esiste il tradizionalismo in carne ed ossa (parroco e vice-parroco) con cui è difficile confrontarsi; è un tradizionalismo “prendere o lasciare” che molti prendono, o ingoiano come un rospo, per paura del vuoto. Da quando Benedetto XVI ha promulgato la “Summorum Pontificum” la messa in latino è diventata un atto di obbedienza e di sottomissione al papa; si promuovono incontri per ascoltare chi da Roma può spiegare la pari dignità dei due riti e la lodevole alternanza, dicendo sommessamente che, se si potesse , si celebrerebbe sempre col rito in latino.

Nel frattempo ci si accontenta di far somigliare sempre più la messa del rito ordinario a quella dell'impropriamente definito rito extra-ordinario.


A Mandas la parentesi tradizionalista ha rivelato anche una triste vicenda legata alla pedofilia.

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