I due fratelli - Marco

Marco


Tra i sinottici è quello che presenta meno materiale originale, ma è originale l’impostazione: il discorso della porta stretta è sempre presente; il rifiuto e l’incomprensione sono il doloroso tributo che Gesù ha dovuto pagare dal Battesimo fino al Calvario. Un rifiuto in particolare viene sottolineato come particolarmente bruciante: quello del giovane ricco; Marco solamente annota che Gesù, fissatolo, lo amò.
Gesù riesce a scorgere il dramma che si nasconde dietro le migliori disposizioni, dietro l’osservanza dei comandamenti. Al ragazzo mancava una sola cosa: una nuova visione di Dio, il Dio che ripaga con beatitudine la povertà, il servizio, la mancanza di sicurezze. La porta stretta diventa la cruna di un ago per chi è ricco e per chi coltiva una visione farisaica della religione e di Dio.


Luca


Beati voi poveri!
Questa beatitudine proclamata con estrema naturalezza da Luca fa da cerniera con l’episodio del giovane ricco analizzato in Marco; Luca insiste molto sul pericolo delle ricchezze che sono viste come terreno fertile per l’ozio, permettono infatti di essere serviti.
La beatitudine veniva proclamata a gente che ancora non poteva capire; ma anche noi che siamo stati messi in condizione di capire quanto indugiamo ancora sulla via larga delle ricchezze e delle sicurezze di ogni tipo, quelle religiose comprese ...
Ma forse è ora di rientrare nel vivo della tipologia dei due figli o dei due fratelli, se preferiamo;
dipende dalla prospettiva con cui li si guarda; a noi è forse più congeniale vederli come due fratelli che incarnano la nostra duplice anima: quella disposta a fidarsi ciecamente di Dio, delle sue promesse di beatitudine ma anche quella che ricerca sicurezze sul piano sperimentato delle beatitudini secondo il mondo.

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