Trittico

Luca 12, 13-21

Il primo ricco è alle prese con un raccolto straordinario, una situazione nuova che lo coglie di sorpresa e … impreparato!

“Che farò?” si chiede esattamente come il protagonista della parabola successiva, ma in condizioni assolutamente diverse: qui si tratta di affrontare un lungo periodo di agiatezza e di tranquillità economica mentre per l'altro si affaccia lo spettro della precarietà più nera. La soluzione è presto trovata: 'Se i granai non possono contenere il nuovo raccolto si demoliscono e se ne costruiscono dei nuovi, ultima fatica che sarà poi ripagata da un lungo periodo di riposo e di banchetti'

La visione ottimistica del ricco non fa una piega anche e soprattutto se si tiene conto della mentalità che dominava allora: 'Non è forse la ricchezza un segno tangibile della benevolenza divina?'

Chi è nella sventura e nell'indigenza semmai ha da interrogarsi sulla propria rettitudine, come insegnano gli amici di Giobbe. E, anche se Giobbe risulta vincitore nel confronto con gli amici, quale dimostrazione migliore per attestare la solidità delle sue posizioni se non nel reintegro della ricchezza?

Eppure questo fortunato padrone di campi si sente dare dello stolto e non semplicemente perché, pur non sapendolo, sta per morire, ma perché è già morto dentro come vive già la realtà dell'inferno il ricco della terza parabola ancora prima di morire.

I capovolgimenti proiettati in tempi escatologici vanno intesi come già attuati anche se la realtà percepita può far credere il contrario. Le parabole delle ante laterali hanno molto da insegnare soprattutto da questo punto di vista; l'appellativo che risuona, amplificato da un potente megafono, è “Afron!” che non si può tradurre con un semplice “Stolto!”, comunque efficace.

Afron” è il contrario di “fronimos”, un aggettivo molto caro a Luca, che qualifica il servo fedele, il preposto che prende il posto del padrone quando si assenta per un lungo viaggio, e ha il compito di non far mancare niente alle persone che gli sono affidate. Luca 12, 42

Afron è chi non inquadra la ricchezza nell'ottica di Dio ma la vede esclusivamente nell'ottica della ricerca delle proprie sicurezze; cosi come conclude la parabola.

Fronimos” quindi è chi ragiona secondo Dio (etimologicamente 'col cuore'); ci sorprenderà allora che questo aggettivo venga utilizzato (in forma avverbiale) per l'economo della parabola centrale!

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