Marco 3

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Il Sabato è per l'uomo


Il capitolo secondo si conclude con questa solenne dichiarazione: Dio non vuole niente per se e ciò che è bene per l'uomo è bene anche per lui.
Il capitolo terzo si apre con la guarigione di sabato e la conseguente decisione di far perire Gesù.
La situazione precipita e Gesù intensifica la sua attività: ancora bagni di folla con guarigioni e liberazione da spiriti immondi sempre puntuali nel riconoscere e declamare la vera natura di Gesù "Tu sei il Figlio di Dio"; e Gesù che tenta ancora di imporre il silenzio.
Poi un po' di tranquillità sul monte insieme ai dodici che si è scelto come a lui è piaciuto; persone chiamate a fare le stesse cose che faceva lui: predicare, guarire e scacciare i demoni. Dei dodici si fa un elenco citando il nome di ciascuno e qualche caratteristica per alcuni.
E di nuovo si torna a casa ma di nuovo tanta folla da non poter consumare un pasto in santa pace. Segue l'inciso dei suoi familiari (quelli della sua cerchia) che tentano di prenderlo a forza dicendo che era uscito un po' fuori (di testa). Evidentemente cercavano di scusarlo agli occhi soprattutto dei capi religiosi perché si erano resi conto del rischio che Gesù stava correndo. Questa volta gli ispettori vengono da Gerusalemme e possono sentenziare che l'operato di Gesù è di origine diabolica: se la sua predicazione non è teologicamente corretta vuol dire che i prodigi che l'accompagnano non vengono da Dio ma dal suo avversario. Accusa terribile a cui Gesù non ribatte, almeno pubblicamente. Ai suoi spiega che è un'accusa fuori da qualsiasi logica: nessuno combatte contro se stesso e si aiuta con alcune metafore: se uno affronta un tipo forte non può spuntare le sue armi senza prima averlo immobilizzato (ridotto all'impotenza), dopodiché entrato a casa sua fa quello che vuole. Tranquilli, se scacciare i demoni è possibile lo è perché il forte è stato ridotto all'impotenza e perché il Regno è solo di Dio e nessun'altra potenza può limitarlo. Chi non riconosce l'intervento di Dio nei prodigi che accompagnano l'azione di Gesù si condanna con le proprie mani: è una bestemmia contro lo Spirito!


I veri parenti


Ancora i suoi parenti lo cercano, meglio precisati stavolta come "tua madre e i tuoi fratelli"; può creare un po' di imbarazzo che si nomini la madre di Gesù per la prima volta in un contesto così poco enfatizzante del suo ruolo almeno sul piano naturale; Gesù enfatizza e privilegia il rapporto che si stabilisce con lui nell'ascolto della sua parola. Ecco i veri parenti: quel gruppetto di persone sedute attorno a lui, non più una folla anonima ma persone reali che lui osserva ad una ad una e a ciascuno lui dice: tu sei mia madre, tu sei mio fratello, tu mia sorella ... Ecco allora che la vera grandezza di Maria non è nell'avere concepito e dato alla luce un figlio così straordinario, ma nell'aver creduto alla parola; fede che si completerà, come per tutti i comuni mortali, con la Resurrezione di Gesù. Fino a questo punto Maria non si può definire come quella che abbia capito la missione del figlio meglio degli altri, così almeno ce la mostra Marco che continua a presentare un Gesù incompreso dai suoi.