Marco 1

Inizio del vangelo di Gesù Cristo figlio di Dio.

Si inizia con una buona-notizia (eu-angelion), anzi, una bella notizia!

Buono e bello sono intercambiabili come avviene per il pastore che viene comunemente definito buono mentre invece è bello (kalòs).

Marco cattura l'attenzione del lettore annunciando subito una bella notizia: Gesù è figlio di Dio. Il contenuto dell'annuncio è proprio questo Gesù che viene strettamente associato a Dio anche se concluderà la sua vita in modo così drammatico.

Giovanni il battista

Introdotto solennemente con la citazione (libera) di Isaia, viene presentato come uno che predica nel deserto, che ha fatto del deserto la sua dimora, per spianare gli animi e prepararli ad accogliere la vera novità "colui che è più forte di me".

Marco racconta, con evidente gusto per l'esagerazione, che tutta la Giudea si recava da Giovanni, e tutti gli abitanti di Gerusalemme. Ma ora arriva un galileo da Nazareth, da un territorio molto meno importante, e succede qualcosa di nuovo: mentre risale dal fiume, dopo l'immersione, ecco scendere su di lui lo Spirito e una voce testimonia che proprio lui è il "Figlio prediletto". La bella notizia prende corpo; per Marco è questo il momento dell'incarnazione e l'inizio della missione di Gesù anche se preceduta da un ritiro nel deserto per 40 giorni e 40 notti; non a caso si richiama l'attenzione anche sulle notti che nel deserto devono essere particolarmente cariche di suggestioni e di paure. Al di la del significato simbolico dei 40 giorni, simili ai 40 anni trascorsi dal popolo ebreo nel deserto prima di raggiungere la terra promessa, Gesù si è concesso un periodo in cui hanno imparato a convivere la sua umanità tentata dalle aspirazioni più umane e le aspirazioni divine che diventavano in lui sempre più prepotenti. Dopo l'arresto di Giovanni Gesù ricompare in Galilea e da qui diffonde l'annuncio del Regno di Dio che si avvicina: "il tempo è maturo, cambiate mentalità e credete nella buona notizia".

Ancora non definisce i contorni di questo Regno ma lo annuncia come una buona notizia a cui bisogna aderire con fede e con determinazione.


Primi collaboratori

Sulle sponde del lago, tra i pescatori che rassettavano le reti, Gesù sceglie due coppie di fratelli: Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni.

Semplicemente li invita a lasciare tutto e a seguirlo ed essi, fatto che dimostra l'autorevolezza che Gesù mostrava, lo fanno e cominciano a peregrinare insieme a lui.

Primo prodigio

La narrazione si fa incalzante scandita da continui “e subito” quasi ad annunciare nuovi colpi di scena; un vero colpo si scena si verifica nella sinagoga di Cafarnao quando un uomo posseduto da uno spirito immondo lo apostrofa: “sei venuto a rovinarci, Gesù Nazareno, ed io so chi sei: il Santo di Dio”. Gesù non apprezza questo riconoscimento ed intima allo spirito: “Taci ed esci dall'uomo” e questi obbedisce aumentando lo stupore dei presenti già impressionati in precedenza dal suo parlare con autorità. Non si dice esplicitamente ma Gesù ha cominciato a muoversi liberamente e ad agire anche di Sabato rompendo gli schemi che tenevano ingessato questo giorno, soprattutto quando si tratta di venire incontro all'uomo.




Un Regno anche per il corpo

Gesù guarisce un indemoniato, libera lo spirito di un uomo, ma libera anche dai mali che affliggono il corpo. La suocera di Pietro (anzi è ancora Simone) è costretta al letto dalla febbre, forse una banale influenza che comunque la invalida; Gesù la risolleva con forza, anche le malattie devono ubbidire alla forza del Regno, e la restituisce alle sue occupazioni, al servizio domestico (diaconia).

Al tramonto del sole, una volta cessate le limitazioni del sabato, è un'esplosione di richieste di guarigione: tutta la città, ancora una esagerazione, era davanti alla porta della casa di Simone.

Gesù guarisce anime e corpi, ma è forte in lui il bisogno di ricaricarsi con la preghiera e, in piena notte, sceglie un luogo deserto per poter star solo a pregare.

Guarigione di un lebbroso

Il primo capitolo volge al termine; la guarigione di un lebbroso sigla la prima fase dell'attività di Gesù. Gesù scaccia i demoni ovunque si presenti, scaccia i mali che affliggono la società di quel tempo, malattie che spesso si traducono in scomuniche sociali.

L'atteggiamento fiducioso predispone alle guarigioni "se vuoi puoi guarirmi ..." e Gesù "Lo voglio"; tocca il lebbroso prima ancora che sia guarito abbattendo così la sua scomunica e i fondamenti delle prescrizioni mosaiche.

È strano come Gesù ingiunga di non diffondere la cosa a uno che era rimasto "sconvolto" dalla bella notizia... e proponga di ottemperare a una prescrizione mosaica dopo avere dimostrato che di certe prescrizioni si può fare a meno ... Veramente strano questo Gesù che invita all'obbedienza sperando di essere disobbedito. Sicuramente il nostro ex lebbroso non ha perso tempo ad andare dai sacerdoti per la ratifica del suo nuovo status di persona normale, ma è diventato un annunciatore peregrinate della "buona notizia" (della parola) al punto che Gesù, un altro briciolo di esagerazione, non poteva entrare nei villaggi perché tutti già sapevano e lo aspettavano al varco!

La figura di questo lebbroso mi incalza ancora, diventa per me un modello dato che diventa uno che annuncia e lo fa anche a dispetto delle indicazioni di Gesù, a dispetto dell'autorità.


Ripercorriamo l'intera vicenda.

E viene a lui un lebbroso chiamandolo e inginocchiandosi e dicendo “se vuoi puoi guarirmi”

[puoi fare in modo che io non sia più un essere immondo]

e Gesù ebbe un moto di commozione; non è una semplice pietà ma un moto viscerale che si può leggere come l'iniziale sorpresa di chi si imbatte in un diverso con un aspetto abbastanza repellente e la successiva empatia per il dramma vissuto da quell'essere umano.

Volere è potere

Questo lebbroso aveva già riflettuto su Gesù, lo denotano la frase che rivolge e il fatto che si avvicini al punto che Gesù può toccarlo allungando una mano.

“Se vuoi puoi”

Senza aver letto la Divina Commedia il lebbroso aveva intuito di trovarsi al cospetto di

colà dove si puote ciò che si vuole

È bastato quel contatto per sentirsi guarito.

Gesù insiste con quel misterioso atteggiamento chiamato “segreto messianico” dove lui chiede discrezione, anzi impone il silenzio ma è puntualmente disatteso come lo è chi richiede qualcosa di impossibile.

Questo lebbroso non tace sull'accaduto ma diventa uno che annuncia la parola esattamente come si dirà di Gesù poco dopo a Cafarnao; ma questo è un altro capitolo.

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